Armenia: un viaggio tra monasteri, montagne e tradizioni millenarie


 

A inizio luglio ho avuto l'opportunità di partecipare a un FAM Trip (familiarization trip) in Armenia, un viaggio di scoperta pensato per conoscere da vicino una destinazione ancora poco conosciuta dal grande turismo ma capace di sorprendere sotto molti punti di vista.

 
 

In pochi giorni abbiamo attraversato alcune delle aree più rappresentative del Paese, alternando città storiche, monasteri millenari, canyon spettacolari, montagne, cantine vinicole, villaggi tradizionali e paesaggi che cambiano continuamente nel giro di pochi chilometri.

Più che un semplice viaggio, è stata l'occasione per comprendere l'identità di un Paese che custodisce una storia antichissima e che oggi propone un'offerta turistica autentica, varia e ancora lontana dai grandi flussi internazionali.

Yerevan: una capitale che sorprende

Il viaggio è iniziato a Yerevan, capitale dell'Armenia e una delle città più antiche del mondo ancora abitate.

Passeggiando tra Piazza della Repubblica, il complesso della Cascade, il vivace mercato del Vernissage e le numerose caffetterie del centro si scopre una città giovane, dinamica e piacevole da vivere, capace di unire il proprio patrimonio storico a un'atmosfera contemporanea.

La giornata è proseguita con alcune esperienze che raccontano perfettamente l'identità culturale del Paese. Dalla visita alla storica Ararat Brandy Factory, simbolo della tradizione armena nella produzione di brandy, all'incontro con un maestro del duduk, il celebre strumento a fiato il cui suono malinconico accompagna da secoli la cultura armena. La serata si è conclusa con la visita al Museo del Vino e una cena in cantina, primo assaggio di una tradizione vinicola che accompagna l'Armenia fin dall'antichità.

Dove tutto ebbe inizio: il vino in Armenia

Pochi sanno che l'Armenia è considerata una delle culle della viticoltura mondiale.

Nel corso del viaggio abbiamo visitato diverse cantine, degustando vini prodotti con vitigni autoctoni e scoprendo un patrimonio enologico ancora poco conosciuto al di fuori dei confini del Paese.

Uno dei momenti più interessanti è stata la visita alla grotta di Areni-1, dove è stata scoperta quella che viene considerata la più antica cantina vinicola conosciuta al mondo, risalente a oltre 6.000 anni fa. Un luogo che testimonia quanto il vino faccia parte della storia e dell'identità armena.

Tra canyon, monasteri e paesaggi spettacolari

Uno degli aspetti che più colpiscono dell'Armenia è la varietà dei suoi paesaggi.

Nel giro di poche ore si passa da altopiani coltivati a profonde gole rocciose, da vallate verdi a spettacolari pareti di roccia rossa.

L'escursione in fuoristrada nel canyon di Gnishik ci ha permesso di raggiungere ambienti ancora poco frequentati, mentre il vicino monastero di Noravank, incastonato tra le falesie rossastre della valle, rappresenta uno dei luoghi più suggestivi dell'intero Paese.

È uno di quei paesaggi in cui natura e patrimonio storico convivono in modo sorprendentemente armonioso.

Il volto verde dell'Armenia

L'immagine più diffusa dell'Armenia è spesso quella di un Paese montuoso e arido.

In realtà il nord del Paese racconta una storia completamente diversa.

La regione di Dilijan, spesso soprannominata la "Svizzera dell'Armenia", offre foreste rigogliose, vallate verdi e panorami che si aprono sulle montagne del Caucaso.

Uno dei momenti più entusiasmanti del viaggio è stata l'escursione a bordo delle tradizionali jeep UAZ ("Wyllis") verso il Monte Dimats. Attraversando piste sterrate, boschi e pascoli d'alta quota abbiamo raggiunto uno dei punti panoramici più spettacolari dell'intero itinerario, vivendo un'esperienza che ha aggiunto anche un pizzico di avventura al viaggio.

Il successivo trasferimento al Lago Sevan, uno dei più grandi laghi d'alta quota del mondo, ha mostrato ancora una volta quanto il paesaggio armeno sappia cambiare nel giro di pochi chilometri. Affacciato sulla penisola che domina il lago, il monastero di Sevanavank rappresenta una delle immagini simbolo dell'Armenia.

Tradizioni che si vivono

Uno degli aspetti più interessanti del viaggio è stata la possibilità di partecipare direttamente ad alcune attività della tradizione armena.

Dalla preparazione della tipica Gata alla lavorazione del pane Lavash in un'abitazione locale, passando per le degustazioni di vino e brandy, ogni esperienza ha permesso di entrare in contatto con la cultura del Paese in modo autentico e coinvolgente.

Sono proprio questi momenti a trasformare un itinerario in un vero viaggio, creando occasioni di incontro con le persone e con le tradizioni che ancora oggi caratterizzano la vita quotidiana armena.

Tra paganesimo e cristianesimo

L'ultima giornata è stata dedicata ad alcuni dei siti storici più importanti dell'Armenia.

Dal monastero rupestre di Geghard, Patrimonio UNESCO, al Tempio pagano di Garni, fino alla spettacolare gola della Symphony of Stones e al complesso religioso di Echmiadzin, centro spirituale della Chiesa Apostolica Armena.

Un percorso che racconta oltre duemila anni di storia e permette di comprendere il ruolo fondamentale che la religione ha avuto nello sviluppo dell'identità armena.

Uno sguardo al futuro

Sono tornato da questo viaggio con una conoscenza molto più approfondita dell'Armenia e con la conferma che si tratta di una destinazione capace di sorprendere chi è alla ricerca di esperienze autentiche.

In pochi giorni è possibile passare da città vivaci a monasteri millenari, da canyon spettacolari a foreste, da antiche tradizioni gastronomiche a una delle più antiche culture vinicole del mondo.

Un Paese ancora lontano dai grandi itinerari turistici internazionali, ma ricco di storia, paesaggi e incontri che meritano di essere scoperti.

 
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